Apparato scheletrico

Ossa di pollo, pinze e fuoco  sono stati il materiale utilizzato per intraprendere questa semplice ma istruttiva esperienza. Inizialmente abbiamo cercato di spezzare le ossa prendendole alle estremità ma senza successo poi le abbiamo messe sulla fiamma.  Le ossa sono diventate nere, hanno cominciato a fumare, a produrre uno sgradevole odore di peli bruciati e abbiamo visto fuoriuscire delle gocce d’acqua. Abbiamo poi preso alle estremità l’osso e con una leggera pressione questo si è subito rotto. Da queste osservazioni abbiamo dedotto che nelle ossa è presente una piccola percentuale d’acqua e che prima di essere messo sul fuoco, nell’osso c’era una sostanza che gli conferiva rigidità e che nel processo di combustione è andato perduto. Questa sostanza si chiama osseina, ed è una proteina presente nelle ossa  che una volta bruciata dà proprio quell’odore sgradevole che sentivamo in laboratorio. 

 

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